sabato 22 dicembre 2018

Letterina a Gesù Bambino, Natale 2018



Caro Gesù Bambino,
ti scrivo questa breve letterina per chiederti un regalo particolare per questo Natale, una cosa apparentemente semplice ma che in realtà non riesco a realizzare, neppure con l’aiuto di molti miei amici senologi.
Tra i tanti problemi che abbiamo, alcuni importantissimi ed urgenti, e so che tu li conosci bene, ce n’è uno che sembra poco importante, e per questo non se ne parla.
Si tratta della crisi della nostra senologia che prevedo succederà nel prossimo futuro, se tu non ci aiuti.
Noi stiamo invecchiando, abbiamo avuto un periodo veramente d’oro, quando ci illuminava il nostro caro Prof, e ora non riusciamo a passare la nostra fiamma ai giovani, non riusciamo a formare una nuova generazione di senologi che sia di qualità e che possa continuare a prendersi cura della salute del seno delle donne.
Cosa succederà tra un po’? Chi si prenderà cura delle donne?
Penso che ci sia proprio bisogno del tuo aiuto per far capire ai giovani medici la bellezza della nostra arte e l’importanza di dedicarsi ad essa con la passione e l’entusiasmo che richiede.
Anche tu -ricordi?- sei stato allattato dal seno della Vergine Maria nella notte fredda di Betlemme, quando hai deciso di incarnarti e di vivere tra noi per un po’.
Quindi sai bene quanto importante sia mantenere la salute del seno e sai quanto questa è insidiata continuamente dal tumore maligno. Il carcinoma della mammella, che chiamiamo proprio tumore maligno, mi ricorda il serpente, anch’esso maligno, che ha tentato Eva nel Paradiso Terrestre. E sai poi come è andata: ci sono voluti anni di tribolazioni, la tua incarnazione e la tua morte in croce, e ancora non è finita!
Anche noi, come la tua Santa Madre, vogliamo schiacciargli il capo: la battaglia è quotidiana, difficile, estenuante, a volte sfibrante, senza risparmio di colpi, anche di colpi bassi.
Per questo abbiamo bisogno di nuovi senologi bravi.
E per questo mi sono permesso di scriverti, per chiederti un aiuto, perché da soli non ce la facciamo.

giorgio

Giorgio M Baratelli
chirurgo senologo
Direttore dell’Unità di Senologia dell’Ospedale di Gravedona (Como)
Presidente LILT Lega Tumori Como
Membro Comitato Scientifico Accademia di Senologia "Umberto Veronesi"
Capitano Reggente del Club Senologi Scalzi




domenica 7 ottobre 2018

CONFERENZA di Macellari a Gravedona



Il 5 ottobre 2018, nella sala Congressi dell’Ospedale di Gravedona, si è tenuto un incontro con il dottor Giorgio Macellari (che si autodefinisce “chirurgo libero pensatore in senologia”) organizzato dall’Accademia di Senologia di Gravedona e dalla Delegazione Alto Lario della LILT.

L’occasione è stata la presentazione del suo ultimo libro Senologia clinica - L'arte della visita senologica perfetta, recentemente pubblicato da Minerva Medica.
Dopo una breve introduzione tenuta da Martina Marveggio e Antonia Calabrese (studentesse dell’Accademia) e gli interventi delle autorità, il relatore ha spiegato lo strettissimo legame tra medicina (che reputa la scienza più completa di tutte) e le discipline umanistiche con particolare riferimento alla filosofia, facendo un interessantissimo excursus storico per rimarcare le “rivoluzioni” che si sono susseguite.

Inoltre, partendo con delle riflessioni sull’etica e sulla bioetica, Macellari ha spiegato come il concetto di ‘’visita perfetta’’ sia una provocazione, in quanto la perfezione si colloca nel mondo delle idee ed è pertanto irraggiungibile.
Il suo libro vuole pertanto proporre un modello di visita perfetta, alla quale ogni medico deve tendere.

Il centro dell’agire medico è il paziente e la relazione tra medico e paziente deve tendere a diminuire l’asimmetria che esiste tra loro; questo è possibile solo con un reciproco rispetto.
Si è parlato della differenza tra il buon medico e il medico buono, tra curare e prendersi cura, e sull’importanza di definire il paziente “persona ammalata”, ridando così ad esso una giusta dignità.

Al termine si è acceso un dibattito su come riferirsi alla paziente nel nuovo scenario rappresentato dalle Breast Units; “la nostra paziente, la paziente della quale mi faccio carico” (dr Macellari) oppure “la mia paziente” (dr Baratelli)?
L’aggettivo mio evoca un possesso illecito; la paziente non è di nessuno! ha sostenuto Macellari.
Di contro, il dr Baratelli e i suoi allievi presenti in sala, la dottoressa Coglitore e il dr Valenti, hanno rimarcato come “mia” sia una forma di “possesso affettuoso” e quanto le pazienti lo apprezzano, perché così possono individuare un medico al quale riferirsi per ogni bisogno.

Infine, Macellari nell’introduzione del suo libro ha scritto che “fare il medico è un privilegio che permette di vivere un rapporto intimo con la sofferenza e di percepire l’emozione dell’averla eliminata o attenuata”.
Questo rimane un importante spunto di riflessione per tutti e in particolare per gli studenti presenti in sala, che stanno compiendo un percorso informativo, che dovrebbe essere anche formativo, per una professione così particolare.

giovedì 6 settembre 2018

CONFERENZA di Macellari a Gravedona



Il libro Senologia clinica - L'arte della visita senologica perfetta, di Giorgio Macellari e Bettina Ballardini è in grande sintonia con i principi della nostra Accademia di Senologia.
Per questo abbiamo invitato l’Autore in una conferenza pubblica per una riflessione filosofica ed etica sulla Medicina, soprattutto su due delle quattro P che ne caratterizzano il momento attuale, vale a dire la medicina personalizzata e partecipativa (le altre due P sono medicina predittiva e medicina preventiva).
La conferenza è aperta a tutti gli “attori della medicina”: medici, infermieri e gente comune, che si compone di ex-pazienti e di potenziali futuri pazienti.
Ospedale di Gravedona, sala Congressi - 5 ottobre 2018, ore 18
Antonia Calabrese e Martina Marveggio
Accademia di Senologia di Gravedona

Senologia clinica - L'arte della visita senologica perfetta




E’ stato pubblicato da Minerva Medica il libro 
Senologia clinica - L'arte della visita senologica perfetta, di Giorgio Macellari e Bettina Ballardini.
Vedi.



E’ un libro di filosofia medica, più che di senologia.
Ogni studente e ogni medico, sia esso neolaureato o di esperienza, dovrebbe leggerlo con l’avvertenza di sostituire l’aggettivo “senologica” con quello peculiare della sua specializzazione.
Troverà stimoli di riflessione, suggerimenti e spunti importanti sui quali meditare per costruire un rapporto robusto e sincero con il paziente.
Antonia Calabrese e Martina Marveggio
Accademia di Senologia di Gravedona

Dall’introduzione
Non esiste una visita senologica perfetta, la perfezione – ogni perfezione- si colloca nel mondo ideale. È a quel mondo e alla sua visita perfetta che questo libro vuole indirizzare il lettore, perché ne faccia modello verso cui tendere.
Senza la pretesa che la realizzi in concreto. Ma con l’obiettivo che la renda completa.
Visitare una persona non è affatto semplice, si tratta sempre di un’azione incredibilmente complessa che si svincola dai legami con l’abilità tecnica e si ramifica nelle dinamiche della relazione.

La professione medica è tuttora – nonostante la sua perdita di prestigio, i deragliamenti verso la medicina difensiva, gli assalti delle pseudo-medicine, le minacce di una deriva tribunalizia e la penuria delle risorse – un’esperienza affascinante, sicuramente unica: fare il medico è un privilegio che permette di vivere un rapporto intimo con la sofferenza e di percepire l’emozione dell’averla eliminata o attenuata.
E ridare la salute – o solo la speranza di poterla recuperare – costituisce una delle più̀ nobili imprese umane.

sabato 16 giugno 2018

Michele Pandolfini era scalzo?


di Giorgio M Baratelli

Nella navata di destra della chiesa di San Domenico a Palermo, che è il Pantheon degli Illustri di Sicilia, è collocato il busto del medico Michele Pandolfini (1804 - 1861), che fu docente di patologia generale nella Regia Università di Palermo, scrisse nel 1833 un "Corso elementare di patologia generale" e aderì ai moti rivoluzionari del 1848 e del 1860.

Sulla lapide, posta sotto il busto, si legge che fu “insigne medico quanto ardito filosofo”.


Questo connubio tra scienza medica e filosofia è di fondamentale importanza ancora oggi per una medicina centrata sull’uomo paziente, anche se la medicina moderna sta ammiccando ad altre alleanze, meno favorevoli e più estranianti, come quelle con la tecnologia e l’informatica.
Esso è proposto con decisione dal Club dei Senologi Scalzi e dall’Accademia di Senologia di Gravedona (http://www.accademiadisenologia.it/index.html).
Infatti il payoff del logo dell’Accademia di Senologia, "le due tasche del camice", vuole proprio significare che in una tasca del camice del medico devono essere presenti il sapere, la scienza, le nozioni e nell'altra la filosofia, la passione, l'umanità, l'empatia, in modo che la relazione con il paziente posa essere veramente curativa.