domenica 13 ottobre 2013

Il lanciatore di stelle marine




C’era una volta un uomo saggio che era solito andare di fronte all'oceano per dedicarsi alla scrittura. 
Un giorno, mentre passeggiava sulla spiaggia, vide in lontananza qualcuno che si muoveva come se stesse ballando. Non riuscì a trattenere un sorriso pensando a qualcuno che danzava e si affrettò per raggiungere il ballerino.
Avvicinandosi si accorse che si trattava di un giovane e che quello che sembrava una danza era in realtà qualcosa di completamente diverso: il giovane si chinava sulla sabbia, raccoglieva qualcosa e gentilmente lo lanciava nell’oceano.
Avvicinandosi gridò: "Buon giorno! Cosa stai facendo?" Il giovane si fermò un attimo, lo guardò e rispose:
"Sto lanciando stelle marine nell’oceano".
"A questo punto non posso fare a meno di chiederti perché lo fai…"
"Il sole è alto e la marea sta ritirandosi. Se non le ributto in acqua moriranno."
"Amico mio, non ti rendi conto che ci sono chilometri di spiaggia e non si vedono che stelle marine? Che differenza vuoi che faccia il ributtarne in mare qualcuna?"
A quel punto il giovane si chinò un’altra volta, raccolse un’altra stella marina e la buttò tra le onde, nell’oceano. Poi rispose "per questa ho fatto la differenza".
La sua risposta sorprese il saggio, era confuso e non sapeva come rispondere, quindi decise di voltarsi e tornare al cottage per dedicarsi alla sua scrittura. Per tutto il giorno mentre scriveva, l'immagine di quel giovane lo perseguitò; provò ad ignorarla ma la visione ebbe la meglio. 
Alla fine, nel tardo pomeriggio, realizzò che lui, lui lo scienziato, lui il poeta, non aveva compreso la natura essenziale delle azioni del giovane. Capì che ciò che il giovane stava facendo era decidere di non essere un mero osservatore nell'universo ma di essere un attore dell'universo e fare la differenza. 
Quella sera andò a dormire pensieroso. 
Al mattino si svegliò sapendo che doveva fare qualcosa;  si alzò, si vestì, andò alla spiaggia e trovò il giovane e con lui trascorse il resto della mattina lanciando stelle marine nell'oceano.
Ciò che le azioni del giovane rappresentano è un qualcosa che è speciale in ognuno di noi. Tutti siamo stati dotati della possibilità di fare la differenza. E se possiamo come il giovane diventare coscienti di quel dono, otteniamo con la forza del nostro desiderio il potere di plasmare il futuro.

E questa è la mia sfida, la sfida che voglio lasciarti: dobbiamo trovare le nostre stelle marine e lanciarle in modo giusto e saggio; solo così il futuro sarà migliore.

storia vera raccontata a
Dr Giorgio M. Baratelli
Chirurgo Senologo
Direttore dell’Unità di Senologia, Ospedale Moriggia-Pelascini di Gravedona
Coreggente del Club Chirurghi Senologi Scalzi

domenica 10 febbraio 2013

ELOGIO del DUBBIO, per riflettere



Tutti noi abbiamo certezze, senza quelle non potremmo vivere; sono le nostre radici, ciò che costruisce la nostra visione del mondo.
Ma credo sia un buon esercizio mattutino quello di provare (con cautela) a sradicare quelle nostre granitiche certezze, non per farci del male e sottrarci la linfa vitale, ma per tener viva la curiosità, per cambiare prospettiva e osservare il mondo da tutte le possibili prospettive.
Come recita il saggio 
“Se dialogando ci accorgiamo che la pensiamo allo stesso modo, uno di noi due è inutile”.
Dr Giorgio Macellari
Chirurgo Senologo
Direttore dell’Unità di Senologia, Ospedale di Piacenza
Coreggente del Club Chirurghi Senologi Scalzi

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Incredulità di san Tommaso Caravaggio (1600-1601) Bildergalerie di Potsdam 


Cenacolo: riflessioni sul male



La sera del 23 novembre 2012, è stato organizzato un cenacolo nel refettorio del Convento dei Frati Francescani di Dongo, che ha avuto per tema una riflessione sul male.
L'incontro, organizzato dal dr Baratelli per gli allievi dell'Accademia di Senologia, è stato aperto ad altre persone interessate in considerazione dell'importanza del tema trattato e della competenza del relatore, dr Macellari.
Un ringraziamento speciale a Padre Illuminato per la calorosa ospitalità.