martedì 29 gennaio 2019

Lesioni rare della mammella






E' nelle librerie scientifiche il libro
Lesioni rare della mammella
di  Giorgio M Baratelli - Francesco Valenti  - Francesca Castiglione
con presentazione di Umberto Veronesi












Dall’introduzione
E’ un manuale pensato essenzialmente come un sussidio per il chirurgo senologo e per l’oncologo medico, quando devono capire, interpretare e spiegare alla paziente il referto anatomopatologico di una lesione mammaria rara.
Per questo sono stati volutamente omesse le descrizioni delle lesioni comuni, per le quali si rimanda a testi più importanti.
In particolare per ogni lesione, dopo una sintetica descrizione patologica comprendente, quando necessario, un accenno schematico alle possibili diagnosi differenziali, si è dato risalto al suo comportamento clinico, che ne definisce la prognosi e di conseguenza le indicazione di condotta pratiche.
E’ stata adottata una terminologia attuale, citando comunque i nomi storici o alternativi utilizzati da altri autori e presenti in letteratura e riportando la terminologia in inglese.
Questi accorgimenti sono stati impiegati con l’obiettivo di evitare, a chi utilizza il manuale, la possibile confusione d’interpretazione di una lesione identica ma descritta con nomi differenti.
Una bibliografia essenziale completa ogni capitolo per facilitare l’approfondimento dell’argomento, quando fosse necessario.
Infine, proprio per rispondere all’esigenze di praticità, è stato volutamente adottato uno stile sintetico e conciso e sono state omesse le illustrazioni.
Ci auguriamo che questo “non-libro”, secondo la definizione data da Lichtenberg, possa comunque costituire uno strumento utile per i colleghi che lo consulteranno.
Giorgio M Baratelli - Francesco Valenti - Francesca Castiglione

Noi dobbiamo veramente chiamare “libro” solo quello che contiene qualcosa di nuovo: il resto è solo un mezzo per imparare quello che è già stato scritto.
We ought really to call 'a book' only that which contains something new: the rest are merely a means of learning quickly what has already been done in this or that field.
Georg Christoph Lichtenberg, 1742-1799

Presentazione

Esistono tanti tumori della mammella, alcuni rari, con differenti caratteristiche anatomo-patologiche, cliniche e prognostiche, che non sempre sono note anche ai più esperti senologi.
Allo stesso modo esistono tante lesioni della mammella non neoplastiche rare e poco conosciute.
Partendo da queste premesse, gli autori, amici e colleghi oltre che miei allievi, propongono un manuale per aiutare proprio nell’attività quotidiana il clinico senologo a comprendere il referto dell’anatomo-patologo che descrive una lesione rara della mammella.
Questo permette di esprimere un giudizio terapeutico e prognostico, fondamentale per una corretta e rigorosa informazione della paziente.
Caratteristiche importanti di questo “non-libro”, come con semplicità è definito nella prefazione da parte degli stessi autori, sono l’essenzialità e la schematicità del testo.
In questo modo di strutturare il lavoro si riconosce il pensiero pragmatico, tipicamente chirurgico, che ha caratterizzato il mio insegnamento.
Desidero esprimere i miei complimenti agli autori per l’intuizione nel pensare questo manuale e per il grande lavoro di sintesi messo in atto; l’alto grado di completezza delle informazioni e lo stile sintetico ne permettono una fruizione agevole e proficua.

Prof Umberto Veronesi
Direttore Scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano


sabato 22 dicembre 2018

Letterina a Gesù Bambino, Natale 2018



Caro Gesù Bambino,
ti scrivo questa breve letterina per chiederti un regalo particolare per questo Natale, una cosa apparentemente semplice ma che in realtà non riesco a realizzare, neppure con l’aiuto di molti miei amici senologi.
Tra i tanti problemi che abbiamo, alcuni importantissimi ed urgenti, e so che tu li conosci bene, ce n’è uno che sembra poco importante, e per questo non se ne parla.
Si tratta della crisi della nostra senologia che prevedo succederà nel prossimo futuro, se tu non ci aiuti.
Noi stiamo invecchiando, abbiamo avuto un periodo veramente d’oro, quando ci illuminava il nostro caro Prof, e ora non riusciamo a passare la nostra fiamma ai giovani, non riusciamo a formare una nuova generazione di senologi che sia di qualità e che possa continuare a prendersi cura della salute del seno delle donne.
Cosa succederà tra un po’? Chi si prenderà cura delle donne?
Penso che ci sia proprio bisogno del tuo aiuto per far capire ai giovani medici la bellezza della nostra arte e l’importanza di dedicarsi ad essa con la passione e l’entusiasmo che richiede.
Anche tu -ricordi?- sei stato allattato dal seno della Vergine Maria nella notte fredda di Betlemme, quando hai deciso di incarnarti e di vivere tra noi per un po’.
Quindi sai bene quanto importante sia mantenere la salute del seno e sai quanto questa è insidiata continuamente dal tumore maligno. Il carcinoma della mammella, che chiamiamo proprio tumore maligno, mi ricorda il serpente, anch’esso maligno, che ha tentato Eva nel Paradiso Terrestre. E sai poi come è andata: ci sono voluti anni di tribolazioni, la tua incarnazione e la tua morte in croce, e ancora non è finita!
Anche noi, come la tua Santa Madre, vogliamo schiacciargli il capo: la battaglia è quotidiana, difficile, estenuante, a volte sfibrante, senza risparmio di colpi, anche di colpi bassi.
Per questo abbiamo bisogno di nuovi senologi bravi.
E per questo mi sono permesso di scriverti, per chiederti un aiuto, perché da soli non ce la facciamo.

giorgio

Giorgio M Baratelli
chirurgo senologo
Direttore dell’Unità di Senologia dell’Ospedale di Gravedona (Como)
Presidente LILT Lega Tumori Como
Membro Comitato Scientifico Accademia di Senologia "Umberto Veronesi"
Capitano Reggente del Club Senologi Scalzi




domenica 7 ottobre 2018

CONFERENZA di Macellari a Gravedona



Il 5 ottobre 2018, nella sala Congressi dell’Ospedale di Gravedona, si è tenuto un incontro con il dottor Giorgio Macellari (che si autodefinisce “chirurgo libero pensatore in senologia”) organizzato dall’Accademia di Senologia di Gravedona e dalla Delegazione Alto Lario della LILT.

L’occasione è stata la presentazione del suo ultimo libro Senologia clinica - L'arte della visita senologica perfetta, recentemente pubblicato da Minerva Medica.
Dopo una breve introduzione tenuta da Martina Marveggio e Antonia Calabrese (studentesse dell’Accademia) e gli interventi delle autorità, il relatore ha spiegato lo strettissimo legame tra medicina (che reputa la scienza più completa di tutte) e le discipline umanistiche con particolare riferimento alla filosofia, facendo un interessantissimo excursus storico per rimarcare le “rivoluzioni” che si sono susseguite.

Inoltre, partendo con delle riflessioni sull’etica e sulla bioetica, Macellari ha spiegato come il concetto di ‘’visita perfetta’’ sia una provocazione, in quanto la perfezione si colloca nel mondo delle idee ed è pertanto irraggiungibile.
Il suo libro vuole pertanto proporre un modello di visita perfetta, alla quale ogni medico deve tendere.

Il centro dell’agire medico è il paziente e la relazione tra medico e paziente deve tendere a diminuire l’asimmetria che esiste tra loro; questo è possibile solo con un reciproco rispetto.
Si è parlato della differenza tra il buon medico e il medico buono, tra curare e prendersi cura, e sull’importanza di definire il paziente “persona ammalata”, ridando così ad esso una giusta dignità.

Al termine si è acceso un dibattito su come riferirsi alla paziente nel nuovo scenario rappresentato dalle Breast Units; “la nostra paziente, la paziente della quale mi faccio carico” (dr Macellari) oppure “la mia paziente” (dr Baratelli)?
L’aggettivo mio evoca un possesso illecito; la paziente non è di nessuno! ha sostenuto Macellari.
Di contro, il dr Baratelli e i suoi allievi presenti in sala, la dottoressa Coglitore e il dr Valenti, hanno rimarcato come “mia” sia una forma di “possesso affettuoso” e quanto le pazienti lo apprezzano, perché così possono individuare un medico al quale riferirsi per ogni bisogno.

Infine, Macellari nell’introduzione del suo libro ha scritto che “fare il medico è un privilegio che permette di vivere un rapporto intimo con la sofferenza e di percepire l’emozione dell’averla eliminata o attenuata”.
Questo rimane un importante spunto di riflessione per tutti e in particolare per gli studenti presenti in sala, che stanno compiendo un percorso informativo, che dovrebbe essere anche formativo, per una professione così particolare.