il primo romanzo di Giorgio Macellari,
Illustrissimo Capitano Reggente
del Club dei Chirurghi Senologi Scalzi
dalla recensione
Due anime s’incontrano in un bar, e insieme s’incontrano anche nel più profondo dei luoghi del cuore.
Lentamente nasce e fiorisce un sentimento totalizzante, forse irrazionale, che erompe dai gesti e dalle parole di un uomo che si trova di fronte a una personalità che sembra cogliere dal primo istante, quando ancora non avevano sentito l’uno la voce dell’altra, l’uno il profumo dell’altra.
Lentamente nasce e fiorisce un sentimento totalizzante, forse irrazionale, che erompe dai gesti e dalle parole di un uomo che si trova di fronte a una personalità che sembra cogliere dal primo istante, quando ancora non avevano sentito l’uno la voce dell’altra, l’uno il profumo dell’altra.
Scorrono i mesi, intensi capitoli di una storia d’amore peculiare, eppure forse la più comune di tutte, in un’atmosfera avvolgente come il sentimento che travolge i due, e che li strazia.
Con un lavoro minuzioso di scalpello e cesello, l’Autore scolpisce (opera d’arte tra le tante di cui Inconsuetudine trabocca) gli animi e le storie dei suoi due protagonisti che dal nulla in cui erano divengono unici soggetti dell’esistenza.
Non vi è nessuno intorno a loro, non vi è altro amore se non quello che li unisce, non vi è altro luogo se non quello in cui sono loro.
Una lunga, romantica e dolorosa poesia d’amore, di quell’amore che prepotentemente squarcia il cuore e altrettanto prepotentemente lo riempie saziandolo.

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